Trovare un Supply Chain Manager non significa semplicemente cercare qualcuno che abbia già gestito una supply chain.
Dietro lo stesso titolo possono esserci responsabilità molto differenti.
Un professionista può essere fortemente orientato alla pianificazione della produzione. Un altro può avere costruito la propria esperienza nella logistica e nella distribuzione. Un altro ancora può coordinare planning, procurement, warehouse, trasporti e customer service.
Anche la complessità cambia enormemente tra un’azienda che produce localmente per il mercato italiano e un gruppo con stabilimenti, fornitori e clienti distribuiti in più Paesi.
Per questo la ricerca non dovrebbe iniziare da:
“Cerchiamo un Supply Chain Manager.”
Ma da:
“Quale parte della nostra supply chain deve funzionare meglio grazie a questa persona?”
Cosa fa realmente un Supply Chain Manager?
Il perimetro dipende dall’organizzazione.
Può comprendere:
- demand planning;
- production planning;
- material planning;
- S&OP;
- procurement;
- approvvigionamenti;
- gestione delle scorte;
- magazzini;
- logistica;
- trasporti;
- distribuzione;
- customer service;
- gestione dei fornitori;
- KPI e performance;
- progetti di miglioramento della supply chain.
In alcune aziende tutte queste attività riportano al Supply Chain Manager.
In altre il procurement è separato.
Altrove logistica e warehouse hanno una direzione autonoma.
Prima di iniziare la ricerca bisogna quindi ricostruire il perimetro effettivo della posizione.
Perché state cercando un Supply Chain Manager?
La ragione dell’inserimento è determinante.
L’azienda potrebbe voler:
ridurre le scorte;
migliorare il livello di servizio;
rendere più affidabile la pianificazione;
ridurre i lead time;
costruire un processo S&OP;
integrare produzione, acquisti e vendite;
gestire una forte crescita;
riorganizzare magazzini e logistica;
internazionalizzare la supply chain;
gestire nuovi stabilimenti o centri distributivi;
migliorare disponibilità dei materiali;
ridurre urgenze e inefficienze.
Un candidato eccellente nella gestione di una supply chain già strutturata potrebbe non essere necessariamente la persona più adatta a costruirne una quasi da zero.
Planning, logistica o supply chain?
È una distinzione importante.
Un Logistics Manager può avere una forte esperienza in magazzini, trasporti e distribuzione.
Un Planning Manager può essere particolarmente competente su forecast, materiali e programmazione della produzione.
Un Supply Chain Manager dovrebbe normalmente avere una visione più trasversale.
Ma i titoli aziendali non sono standardizzati.
Un Logistics Manager di un’azienda potrebbe avere un perimetro più ampio di un Supply Chain Manager di un’altra.
Per questo bisogna analizzare ciò che il candidato ha realmente gestito.
Il problema dell’efficienza locale
Una supply chain può essere composta da funzioni che singolarmente sembrano efficienti ma che, nel loro insieme, producono risultati insufficienti.
Sales vuole disponibilità immediata.
Produzione vuole stabilità.
Procurement vuole ottimizzare prezzi e quantità.
Finance vuole ridurre il capitale immobilizzato.
Logistica vuole saturare trasporti e magazzini.
Il Supply Chain Manager si trova spesso nel punto di incontro di questi obiettivi.
Il suo compito non è necessariamente massimizzare un singolo KPI.
Deve contribuire a trovare l’equilibrio migliore per l’intero sistema.
Quanto conta l’S&OP?
Dipende dall’azienda, ma può essere un elemento centrale.
Un processo di Sales & Operations Planning dovrebbe aiutare l’organizzazione ad allineare domanda, capacità, materiali, scorte e priorità commerciali.
Molti candidati dichiarano esperienza di S&OP.
Bisogna però capire che cosa significhi concretamente.
Partecipavano alle riunioni?
Gestivano il processo?
Lo hanno introdotto?
Quali funzioni erano coinvolte?
Quali decisioni venivano prese?
Quali KPI sono migliorati?
Anche qui l’etichetta non basta.
Forecast: non è solo una questione di software
Quando le previsioni sono poco affidabili, è facile pensare che il problema sia lo strumento.
Ma il forecast dipende anche da:
qualità dei dati;
comportamento commerciale;
stagionalità;
promozioni;
lanci;
clienti;
processi decisionali;
collaborazione tra Sales e Operations.
Un buon Supply Chain Manager deve quindi saper lavorare non soltanto sui sistemi, ma anche sui comportamenti organizzativi che producono i dati.
Scorte: meno non significa sempre meglio
Ridurre lo stock può liberare capitale.
Ma ridurlo senza comprendere domanda, lead time e affidabilità dei fornitori può compromettere il servizio.
Un candidato che dichiara:
“Ho ridotto le scorte del 25%”
porta un risultato interessante.
Ma bisogna chiedere:
cosa è successo al livello di servizio?
Agli stock-out?
Alle urgenze?
Ai trasporti straordinari?
Alla produzione?
Il risultato va letto come parte di un sistema.
Supply Chain Manager in un’azienda industriale
Nel manufacturing la posizione può essere particolarmente complessa.
Bisogna comprendere il modello produttivo.
Make to stock?
Make to order?
Engineer to order?
Produzione continua?
Discreta?
Multi-plant?
Qual è il numero di SKU?
Quanto sono lunghi i lead time?
Quanto pesa la stagionalità?
Quanto è internazionale il sourcing?
Un candidato proveniente da un ambiente molto differente potrebbe avere difficoltà anche se possiede lo stesso job title.
Supply chain internazionale
Quando fornitori, stabilimenti, magazzini e clienti sono distribuiti in più Paesi, aumentano le variabili.
Lead time.
Trasporti.
Dogane.
Rischi geopolitici.
Valute.
Disponibilità dei materiali.
Diversificazione dei fornitori.
Capacità produttiva.
Il Supply Chain Manager deve riuscire a leggere queste interdipendenze e costruire alternative.
L’esperienza internazionale può quindi diventare un criterio importante, ma va sempre collegata al tipo di complessità realmente gestita.
Quanto conta il settore?
Dipende.
In alcuni casi la conoscenza di prodotto, supply base e dinamiche settoriali è essenziale.
In altri possono essere più importanti caratteristiche come:
numero di SKU;
stagionalità;
lead time;
modello produttivo;
canali distributivi;
complessità internazionale;
livello di servizio richiesto;
struttura multi-plant.
Un candidato proveniente da un settore diverso potrebbe quindi avere gestito una supply chain sorprendentemente simile.
Come valutare un Supply Chain Manager
Il colloquio dovrebbe partire dai problemi affrontati.
Per esempio:
“Quale supply chain hai trovato quando sei entrato?”
“Qual era il problema principale?”
“Come hai ridotto le scorte?”
“Come hai migliorato il livello di servizio?”
“Hai introdotto un processo S&OP?”
“Come gestisci un conflitto tra Sales e Operations?”
“Raccontami una situazione di shortage importante.”
“Come hai reagito a un fornitore che improvvisamente non poteva più consegnare?”
“Quale KPI consideri più importante e perché?”
“Quale progetto di supply chain non ha funzionato?”
Le risposte permettono di capire come il professionista ragiona quando deve prendere decisioni in condizioni reali.
KPI: attenzione al singolo numero
OTIF.
Inventory turnover.
Forecast accuracy.
Service level.
Lead time.
Working capital.
Logistics cost.
Sono tutti indicatori potenzialmente importanti.
Ma ottimizzarne uno isolatamente può peggiorarne un altro.
Per questo nella valutazione di un manager è interessante capire come gestisce i trade-off.
Ridurre le scorte è relativamente facile se si accetta un servizio peggiore.
La vera competenza consiste nel migliorare il sistema nel suo complesso.
La tecnologia nella supply chain
ERP, APS, WMS, TMS e strumenti di forecasting possono avere un ruolo importante.
Ma conoscere il nome di un software non dovrebbe diventare automaticamente il criterio principale.
È più interessante capire se il candidato abbia utilizzato la tecnologia per modificare processi e decisioni.
Ha partecipato all’implementazione?
Ha definito requisiti?
Ha ripensato processi?
Ha guidato l’adozione?
Ha costruito KPI?
La tecnologia dovrebbe essere uno strumento della supply chain, non sostituire la capacità manageriale.
E l’intelligenza artificiale?
Forecasting, pianificazione, ottimizzazione e analisi dei dati sono aree nelle quali l’AI può avere applicazioni interessanti.
Ma nella ricerca del Supply Chain Manager eviterei di partire dalla domanda:
“Conosce l’AI?”
Partirei invece da:
“Sa utilizzare dati e strumenti per prendere decisioni migliori?”
Le tecnologie cambieranno.
La capacità di comprendere processi, dati e trade-off rimane centrale.
Supply Chain Manager in una PMI
In una PMI il ruolo può essere particolarmente trasformativo.
L’azienda potrebbe essere cresciuta mantenendo processi poco formalizzati.
Il planning viene gestito attraverso esperienza individuale.
Sales comunica direttamente con produzione.
Gli acquisti reagiscono alle urgenze.
Le scorte aumentano per proteggersi dall’incertezza.
Il nuovo Supply Chain Manager può essere chiamato a introdurre struttura senza creare burocrazia.
Processi.
KPI.
Riunioni di pianificazione.
Responsabilità.
Sistemi.
In questo caso serve qualcuno capace di costruire, non soltanto di amministrare ciò che esiste.
Multinazionale o PMI?
Un professionista proveniente da una multinazionale può portare metodologie, sistemi e processi evoluti.
Ma potrebbe essere abituato a specialisti dedicati a demand planning, logistics, procurement, customer service e analytics.
In una PMI potrebbe dover assumere personalmente una responsabilità molto più ampia.
Viceversa, un manager proveniente da un’organizzazione più piccola può avere grande autonomia, ma non aver mai gestito una supply chain internazionale particolarmente complessa.
La provenienza deve quindi essere letta nel contesto.
Perché un buon Supply Chain Manager può non rispondere agli annunci
Un professionista performante potrebbe essere impegnato in programmi di trasformazione pluriennali e non essere attivamente sul mercato.
La ricerca diretta permette di partire dalle aziende e dalle supply chain che presentano caratteristiche comparabili.
Invece di chiedere:
“Chi si sta candidando come Supply Chain Manager?”
possiamo chiederci:
“Chi sta già gestendo una complessità simile a quella che dobbiamo affrontare?”
Come costruire il mercato della ricerca
Non è necessario partire soltanto dai concorrenti.
Possiamo individuare aziende con:
supply chain comparabili;
modelli produttivi simili;
analoga complessità di SKU;
strutture multi-plant;
canali distributivi analoghi;
sourcing internazionale;
livelli di servizio comparabili.
Da queste organizzazioni possono emergere professionisti interessanti anche in settori differenti.
Non cercare soltanto Supply Chain Manager
In funzione del ruolo possono essere interessanti anche:
Planning Manager;
Logistics Manager;
Head of Supply Chain;
Demand Planning Manager;
Operations Manager;
Supply Chain Director.
Un Planning Manager non è automaticamente pronto a guidare l’intera supply chain.
Ma potrebbe esserlo se ha progressivamente ampliato responsabilità e visione.
La ricerca diretta permette di individuare anche questi percorsi.
La geografia della ricerca
Per questo ruolo bisogna comprendere dove si trovano realmente le Operations.
Headquarter.
Stabilimenti.
Magazzini.
Centri distributivi.
Fornitori.
Il Supply Chain Manager potrebbe avere una base in sede ma trascorrere parte del tempo sui siti operativi.
In altri casi potrebbe coordinare strutture internazionali.
Il territorio della ricerca dovrebbe quindi essere definito dopo aver compreso come il ruolo viene svolto realmente.
Un head hunter di Milano può cercare Supply Chain Manager in tutta Italia?
Sì.
Un’impresa industriale con sede o stabilimenti fuori dalla Lombardia può scegliere una società di head hunting con sede a Milano.
Allo stesso modo, un’azienda milanese può avere interesse a raggiungere candidati provenienti da altre regioni.
La sede dell’head hunter non determina la geografia dei candidati.
La ricerca deve essere costruita intorno al mercato rilevante per la posizione.
Come convincere un Supply Chain Manager a cambiare
Un candidato senior vorrà capire il progetto.
Qual è il problema principale?
Quanto è complessa la supply chain?
Quali funzioni coordinerà?
Quale autonomia avrà?
Quali sistemi troverà?
Quale team?
Quali investimenti sono previsti?
Il management vuole realmente cambiare i processi?
Un mandato di trasformazione chiaro può essere molto più interessante del semplice titolo.
E se il mercato non risponde?
Anche questa è informazione.
Se diversi candidati coerenti rifiutano per motivazioni simili, potrebbe emergere un problema relativo a:
perimetro;
retribuzione;
sede;
autonomia;
team;
mobilità;
complessità eccessiva rispetto al livello della posizione.
La ricerca diretta permette di utilizzare il mercato anche per ricalibrare il brief.
Quando utilizzare un head hunter per un Supply Chain Manager
Può essere utile quando la posizione ha un impatto importante su servizio, working capital e operations, quando servono competenze difficili da trovare oppure quando i professionisti più interessanti sono già occupati.
È particolarmente utile quando bisogna individuare candidati che abbiano già affrontato una supply chain con caratteristiche comparabili, anche al di fuori dei concorrenti diretti.
Come lavora OKTOPOUS nella ricerca di Supply Chain Manager
Per OKTOPOUS la ricerca parte dalla supply chain reale dell’azienda.
Prima di cercare candidati vogliamo comprendere:
come viene pianificata la domanda;
come viene pianificata la produzione;
come funzionano gli approvvigionamenti;
quali sono i principali vincoli;
come sono gestite scorte e logistica;
quali KPI devono migliorare;
quale trasformazione viene richiesta al nuovo manager.
Da questi elementi costruiamo il mercato della ricerca.
Attraverso la ricerca diretta possiamo raggiungere Supply Chain Manager, Planning Manager, Logistics Manager e altri professionisti con esperienze potenzialmente coerenti anche quando non stanno cercando attivamente una nuova posizione.
OKTOPOUS ha sede a Milano, mentre il territorio della ricerca viene definito in funzione del progetto e del mercato dei candidati.
In sintesi: cercare il manager partendo dalla supply chain
Il punto non è trovare il CV con scritto più volte Supply Chain.
È capire:
“Quale complessità dovrà governare e quale risultato dovrà produrre?”
Da questa risposta possiamo definire perimetro, esperienza, settore, modello produttivo, strumenti, seniority, aziende target e geografia.
Il candidato giusto non è necessariamente quello proveniente dal concorrente più simile.
È quello che ha dimostrato di saper governare interdipendenze e problemi sufficientemente comparabili a quelli dell’azienda che lo sta cercando.
FAQ
Come trovare un buon Supply Chain Manager?
Bisogna definire il perimetro della funzione, i problemi da risolvere e la complessità della supply chain, quindi individuare professionisti che abbiano gestito contesti comparabili.
Supply Chain Manager e Logistics Manager sono la stessa cosa?
Non necessariamente. La supply chain può comprendere planning, materiali, logistica e altre funzioni, mentre il Logistics Manager può avere un perimetro più focalizzato. I titoli vanno comunque verificati azienda per azienda.
Quanto conta l’esperienza S&OP?
Può essere molto importante quando l’azienda deve integrare meglio domanda, produzione, scorte e priorità commerciali. Va però verificato quale ruolo il candidato abbia realmente avuto nel processo.
Un Supply Chain Manager deve provenire dallo stesso settore?
Non sempre. In alcune ricerche modello produttivo, complessità, lead time, numero di SKU e canali possono essere più rilevanti del settore.
Un Planning Manager può diventare Supply Chain Manager?
Può essere possibile quando ha sviluppato una visione sufficientemente trasversale e responsabilità oltre la sola pianificazione.
Come trovare Supply Chain Manager che non stanno cercando lavoro?
La ricerca diretta permette di mappare aziende con supply chain comparabili e contattare i professionisti potenzialmente coerenti anche se non sono candidati attivi.
Un head hunter di Milano può cercare Supply Chain Manager fuori dalla Lombardia?
Sì. La sede dell’head hunter e la geografia della ricerca sono indipendenti.
Quando conviene utilizzare un head hunter?
Quando il ruolo è strategico, la combinazione di competenze è difficile da reperire o si vogliono raggiungere professionisti già occupati.

