Nel recruiting si parla spesso di “profili difficili”: figure tecniche rare, ruoli ibridi, competenze molto specifiche, seniority elevate o contesti complessi.
Quando una ricerca si prolunga o non porta risultati, la spiegazione più immediata è quasi sempre la stessa: “non ci sono persone sul mercato”.
In realtà, nella maggior parte dei casi, il problema non è il mercato.
È l’approccio alla ricerca.
Nel nostro lavoro quotidiano di head hunting, vediamo ripetersi alcuni errori che rendono la ricerca più lunga, più costosa e meno efficace di quanto potrebbe essere.
Cercare il profilo perfetto (che non esiste)
Uno degli errori più comuni è costruire descrizioni di ruolo estremamente rigide, basate su un’idea ideale più che sulla realtà del mercato.
Profili con:
-
tutte le competenze tecniche richieste
-
esperienza in settori identici
-
stesso ruolo ricoperto in aziende simili
-
disponibilità immediata
Questo tipo di profilo, nella maggior parte dei casi, non esiste.
E se esiste, spesso non è interessato a cambiare.
La ricerca di profili difficili richiede flessibilità e capacità di distinguere tra ciò che è davvero indispensabile e ciò che è negoziabile.
Confondere competenze con seniority
Un altro errore frequente è utilizzare la seniority come scorciatoia mentale.
Anni di esperienza vengono automaticamente associati a competenza, affidabilità e autonomia.
Ma la seniority non garantisce:
-
capacità decisionale
-
adattabilità
-
aggiornamento delle competenze
-
allineamento con il contesto aziendale
Allo stesso modo, profili con meno anni di esperienza vengono spesso esclusi, anche quando possiedono competenze solide e un potenziale elevato.
La qualità di un profilo non si misura solo in anni, ma in coerenza tra competenze, esperienza e contesto.
Dare priorità alla velocità invece che alla qualità
Quando una posizione resta aperta a lungo, la pressione aumenta.
E con la pressione cresce il rischio di accelerare i processi in modo poco consapevole.
Colloqui compressi, valutazioni affrettate, decisioni prese per “chiudere”.
Il risultato è spesso un inserimento sbagliato, che genera ulteriori costi e nuove ricerche.
Nella ricerca di profili complessi, il tempo speso bene non è un lusso.
È una condizione necessaria per ridurre errori e aumentare la probabilità di successo.
Sottovalutare l’impatto del processo di selezione
I profili più richiesti hanno sempre alternative.
E sono spesso molto attenti al modo in cui un’azienda si presenta.
Processi poco chiari, lunghi silenzi, feedback assenti o incoerenti comunicano disorganizzazione e scarsa attenzione alle persone.
Non sorprende che molti candidati si ritirino prima ancora di arrivare alla fine del percorso.
Nella ricerca di profili difficili, il processo di selezione è parte integrante dell’attrattività dell’azienda.
Attribuire tutto al mercato
Quando una ricerca non funziona, è facile attribuire la responsabilità esclusivamente al mercato:
“non ci sono persone”, “tutti cercano la stessa cosa”, “i candidati non sono più quelli di una volta”.
In realtà, spesso le persone ci sono, ma:
-
non vengono intercettate nei canali giusti
-
non si riconoscono nella proposta
-
non si sentono ascoltate
-
non vedono coerenza tra ruolo, azienda e prospettive
Il mercato non è un’entità astratta.
È fatto di persone con aspettative, dubbi e alternative.
Cosa cambia quando l’approccio è corretto
Quando la ricerca di profili difficili viene affrontata con metodo e consapevolezza:
-
il perimetro del ruolo diventa più chiaro
-
le competenze davvero necessarie emergono
-
il dialogo con i candidati migliora
-
la selezione diventa più efficace e sostenibile
Non si tratta di abbassare l’asticella, ma di posizionarla correttamente.
In Oktopous affrontiamo le ricerche complesse partendo da una domanda semplice ma fondamentale:
che tipo di persona serve davvero, oggi, in questo contesto?
Non cerchiamo scorciatoie.
Costruiamo percorsi di selezione basati su:
-
ascolto
-
analisi del contesto
-
chiarezza delle aspettative
-
rispetto dei tempi
-
relazione con i candidati
Perché la ricerca di profili difficili non è una gara di velocità, ma un esercizio di precisione.
I profili difficili esistono.
Ma spesso sono resi “difficili” da errori evitabili.
Rivedere l’approccio, il metodo e la qualità della relazione con il mercato permette di trasformare ricerche complesse in inserimenti di valore.
In Oktopous crediamo che il talento non sia mai casuale.
E che anche le ricerche più complesse possano funzionare, se affrontate nel modo giusto.

