Head hunting nel settore IT e Digital: come trovare manager e specialisti tecnologici

Nel settore IT e Digital, il problema raramente è trovare qualcuno che abbia un determinato job title.

Il vero problema è capire quali competenze tecnologiche e quale esperienza organizzativa servano davvero all’azienda.

Un IT Manager di una PMI industriale può occuparsi personalmente di infrastruttura, ERP, cybersecurity, fornitori e supporto agli utenti.

Un IT Manager con lo stesso titolo all’interno di un grande gruppo può coordinare soltanto una parte di questo perimetro.

Un Software Engineer può essere estremamente competente, ma su uno stack completamente diverso da quello necessario.

Un Digital Manager può occuparsi prevalentemente di marketing oppure di trasformazione dei processi.

Per questo una ricerca efficace non dovrebbe iniziare semplicemente da:

“Cerchiamo un IT Manager.”

Dovrebbe partire da:

“Quale problema tecnologico e organizzativo deve risolvere questa persona?”

IT e Digital: un mercato fatto di molti mercati

Parlare genericamente di “profili IT” è poco utile.

All’interno dello stesso universo troviamo professionalità legate a:

infrastruttura;

cloud;

cybersecurity;

software development;

ERP;

business applications;

data;

business intelligence;

AI;

CRM;

e-commerce;

digital transformation;

IT governance;

project management;

service management;

system integration.

E queste competenze possono trovarsi in aziende molto differenti.

Software house.

System integrator.

Società di consulenza.

Vendor tecnologici.

Aziende industriali con IT interno.

Retail.

Finance.

Pharma.

Servizi.

La prima attività dell’head hunter è quindi definire in quale mercato tecnologico cercare.

Quali profili si possono cercare nell’IT e Digital?

Le ricerche possono riguardare manager, responsabili di funzione e specialisti.

Per esempio:

CIO

IT Director

IT Manager

Head of IT

CTO

Head of Infrastructure

Infrastructure Manager

Cybersecurity Manager

Information Security Manager

ERP Manager

Application Manager

IT Project Manager

Digital Transformation Manager

Data Manager

Head of Data

Business Intelligence Manager

Software Engineering Manager

Software Architect

Cloud Architect

DevOps Engineer

Software Developer

Cybersecurity Specialist

ERP Specialist

Business Analyst

Data Engineer

Data Scientist

e numerose altre professionalità.

Il titolo, però, non deve diventare il principale criterio di ricerca.

IT Manager: lo stesso titolo può significare lavori completamente diversi

È uno degli esempi più evidenti.

In una PMI, l’IT Manager può avere responsabilità su:

infrastruttura;

network;

cybersecurity;

ERP;

applicazioni;

fornitori;

licenze;

supporto;

budget;

progetti di digitalizzazione.

In un gruppo più strutturato queste attività possono essere distribuite tra diversi team.

Due candidati con lo stesso titolo possono quindi avere ampiezze di responsabilità completamente differenti.

La ricerca deve ricostruire il vero perimetro della funzione IT.

CIO, IT Director o IT Manager?

Le denominazioni non sono sempre indicative della seniority.

Un IT Manager di un’azienda di medie dimensioni potrebbe avere una responsabilità molto più ampia di un IT Director inserito in una struttura internazionale fortemente specializzata.

Per confrontare i candidati è più utile osservare:

numero di utenti;

numero di sedi;

team;

budget;

infrastruttura;

applicazioni;

responsabilità cybersecurity;

fornitori;

progetti;

rapporto con il management;

autonomia decisionale.

Il job title viene dopo.

Quando un’azienda cerca il primo vero responsabile IT

È una situazione frequente soprattutto nelle PMI.

L’azienda può essere cresciuta affidandosi a:

fornitori esterni;

software house;

consulenti;

persone interne che gestiscono l’IT solo parzialmente.

A un certo punto la complessità aumenta.

ERP.

Cybersecurity.

Dati.

Integrazioni.

Cloud.

Nuove sedi.

Digitalizzazione.

L’azienda decide quindi di internalizzare una responsabilità IT.

In questo caso non serve semplicemente un tecnico.

Serve qualcuno capace di costruire una funzione.

Tecnico o manager?

È una delle decisioni più importanti nella ricerca.

L’azienda potrebbe immaginare un IT Manager molto operativo.

Ma contemporaneamente aspettarsi che:

definisca la roadmap;

gestisca fornitori;

presenti investimenti al management;

coordini progetti;

sviluppi cybersecurity;

ridisegni applicazioni;

supporti la trasformazione digitale.

È necessario stabilire quale equilibrio serva tra:

competenza tecnica

e

capacità manageriale.

Altrimenti si rischia di cercare una persona che sulla carta deve fare tutto.

ERP: conoscere il nome del software non basta

“Cerchiamo qualcuno che conosca SAP.”

Oppure Microsoft Dynamics, Oracle o un altro ERP.

Può essere un requisito importante.

Ma bisogna capire che cosa abbia fatto realmente il candidato con quell’ERP.

Lo ha semplicemente utilizzato?

Ha amministrato il sistema?

Ha partecipato a un’implementazione?

Ha guidato un rollout?

Ha coordinato consulenti?

Ha ridisegnato processi?

Ha gestito integrazioni?

La presenza della tecnologia nel CV non dimostra automaticamente il livello di competenza necessario.

ERP Manager: tecnologia e processi

Un buon responsabile ERP deve spesso comprendere molto più del sistema informativo.

Deve conoscere i processi che il sistema supporta.

Finance.

Produzione.

Supply chain.

Acquisti.

Sales.

Warehouse.

Questo è particolarmente importante nelle aziende industriali.

Un ERP non è soltanto software.

È una rappresentazione digitale di una parte significativa del funzionamento dell’azienda.

IT nelle aziende industriali

Nel manufacturing la ricerca assume caratteristiche specifiche.

L’IT può interagire con:

ERP;

MES;

WMS;

macchine;

automazione;

sistemi di produzione;

tracciabilità;

manutenzione;

supply chain.

Diventa quindi importante comprendere il confine tra IT e OT, cioè tra sistemi informativi e tecnologie operative.

Un IT Manager industriale può aver bisogno di un’esperienza molto diversa da quella maturata in un’azienda puramente di servizi.

Cybersecurity: specialista o manager?

Anche qui il titolo può confondere.

L’azienda potrebbe aver bisogno di uno specialista molto tecnico.

Oppure di un manager che sappia:

definire policy;

gestire rischi;

coordinare fornitori;

governare incidenti;

costruire awareness;

dialogare con il management;

gestire investimenti.

Sono mercati differenti.

Prima di cercare un Cybersecurity Manager bisogna quindi capire quanto debba fare direttamente e quanto debba governare.

Cybersecurity e PMI

Una PMI non necessariamente dispone di un grande Security Operations Center o di specialisti interni per ogni area.

Il responsabile può quindi lavorare molto attraverso partner esterni.

In questo caso la capacità di selezionare e governare fornitori può essere importante quanto la profondità tecnica individuale.

Ancora una volta, bisogna cercare il candidato per l’organizzazione reale che troverà, non per quella ideale descritta nell’organigramma.

Software Development: lo stack conta, ma non è tutto

Per alcune posizioni tecniche lo stack tecnologico è naturalmente importante.

Linguaggi.

Framework.

Database.

Cloud.

Architetture.

Ma soprattutto sui profili senior è utile capire anche:

complessità dei sistemi;

scalabilità;

qualità del codice;

architettura;

team;

metodologie;

decisioni tecniche;

responsabilità sul prodotto.

Un Senior Developer non è semplicemente qualcuno che utilizza una tecnologia da molti anni.

Software Engineering Manager

Quando un professionista passa dalla programmazione alla gestione di un team, il lavoro cambia.

Deve essere in grado di:

coordinare sviluppatori;

definire priorità;

gestire qualità;

supportare decisioni architetturali;

sviluppare persone;

collaborare con Product;

gestire delivery.

La competenza tecnica resta importante.

Ma essere un ottimo developer non garantisce automaticamente di diventare un ottimo manager.

CTO: quale CTO?

Anche “CTO” può indicare ruoli profondamente diversi.

In una software company può essere responsabile della tecnologia del prodotto.

In una scale-up può guidare Engineering e architettura.

In un’altra organizzazione può avere responsabilità molto vicine a quelle di un CIO.

Per questo non costruirei mai una ricerca partendo soltanto dall’acronimo.

Bisogna capire:

tecnologia interna o prodotto tecnologico?

È una distinzione fondamentale.

Data: un’altra parola troppo ampia

Data Analyst.

Data Engineer.

Data Scientist.

BI Specialist.

Head of Data.

Sembrano appartenere allo stesso mondo, ma svolgono lavori differenti.

Un’azienda che vuole “diventare data driven” dovrebbe prima capire cosa le manca.

Dati affidabili?

Data architecture?

Reporting?

Analytics?

Modelli predittivi?

Governance?

Solo dopo può stabilire quale professionista cercare.

Intelligenza artificiale: evitare la ricerca del candidato “AI” generico

L’interesse verso l’intelligenza artificiale può portare le aziende a inserire “AI” in molte job description.

Ma prima di cercare il candidato bisogna chiedersi:

che cosa vogliamo realmente fare con l’AI?

Sviluppare modelli?

Integrare strumenti esistenti?

Automatizzare processi?

Lavorare sui dati?

Costruire un prodotto?

Supportare funzioni aziendali?

A seconda della risposta, il profilo cambia completamente.

Cercare genericamente un “esperto AI” rischia di produrre una ricerca poco definita.

Digital Transformation Manager: trasformare cosa?

Anche “trasformazione digitale” può significare molte cose.

Nuovo ERP.

Automazione dei processi.

CRM.

E-commerce.

Data platform.

Digitalizzazione della produzione.

Customer experience.

AI.

La ricerca dovrebbe quindi partire dal programma di trasformazione concreto.

Un candidato che ha guidato una trasformazione digitale in un retailer può avere competenze molto differenti da chi ha digitalizzato processi industriali.

IT Project Manager

Per valutare un IT Project Manager è utile ricostruire:

tipo di progetto;

dimensione;

budget;

stakeholder;

tecnologie;

fornitori;

team;

durata;

metodologia;

complessità organizzativa.

Anche qui il numero di anni nel ruolo dice relativamente poco.

È molto più interessante capire quali progetti abbia realmente portato a termine.

Vendor management: una competenza spesso sottovalutata

Molte aziende non sviluppano internamente tutta la propria tecnologia.

Utilizzano:

system integrator;

software house;

cloud provider;

consulenti;

managed services;

vendor applicativi.

Un IT Manager può quindi creare valore anche attraverso la capacità di:

selezionare partner;

negoziare;

definire SLA;

controllare costi;

governare progetti;

evitare dipendenze eccessive.

La capacità di governare fornitori può diventare un criterio importante della ricerca.

Quanto conta il settore di provenienza?

Dipende dalla posizione.

Per alcuni ruoli IT, il settore può essere relativamente trasferibile.

Per altri è molto importante.

Un professionista che lavora nell’IT industriale può aver sviluppato competenze su MES e sistemi di fabbrica difficili da trovare altrove.

Nel Finance possono pesare sicurezza e regolamentazione.

Nel Retail possono essere centrali e-commerce e omnicanalità.

Nel Pharma possono essere importanti sistemi e processi propri di un ambiente regolato.

La domanda corretta è:

quale complessità del settore deve conoscere già il candidato?

Società di consulenza o azienda finale?

Anche questa provenienza merita attenzione.

Un consulente può aver visto molti progetti, clienti e tecnologie.

Un professionista interno può aver seguito l’evoluzione di un sistema per anni e conoscerne anche le conseguenze organizzative.

Nessuna delle due esperienze è automaticamente migliore.

Dipende dal mandato.

Per un progetto di trasformazione può essere interessante chi ha visto molte implementazioni.

Per la governance di lungo periodo può essere particolarmente utile chi ha già vissuto la responsabilità interna.

Profili IT difficili da trovare e candidati passivi

Molti specialisti tecnologici ricevono numerosi contatti.

Questo rende la ricerca particolarmente competitiva.

Il problema non è soltanto identificarli.

Bisogna dare loro una ragione per ascoltare.

Tecnologia.

Progetto.

Autonomia.

Team.

Modalità di lavoro.

Crescita.

Impatto.

Retribuzione.

Per un candidato già occupato, un messaggio generico difficilmente è sufficiente.

La ricerca diretta nell’IT

La ricerca diretta permette di partire dalla domanda:

“In quali aziende lavorano persone che hanno già affrontato questa tecnologia o questa trasformazione?”

La market map può comprendere:

concorrenti;

aziende con infrastrutture comparabili;

system integrator;

software house;

consulenza;

vendor;

aziende appartenenti ad altri settori ma con stack o complessità analoghe.

La composizione cambia completamente a seconda della posizione.

Non cercare soltanto per keyword

Nel recruiting tecnologico è facile trasformare la ricerca in una sequenza di parole chiave.

SAP.

Azure.

AWS.

Python.

Cybersecurity.

AI.

Ma due CV con le stesse keyword possono rappresentare livelli di competenza molto differenti.

Le keyword aiutano a trovare.

Non bastano a valutare.

Bisogna comprendere come la tecnologia è stata utilizzata e con quale responsabilità.

Remote working e geografia

Nel settore IT la geografia può essere più flessibile rispetto a molte posizioni industriali.

Ma non sempre.

Un’azienda può richiedere presenza per:

interazione con il management;

supporto a stabilimenti;

gestione infrastrutture;

coordinamento del team;

progetti;

sicurezza.

Altre posizioni possono essere fortemente remote.

Prima di costruire la ricerca bisogna quindi definire:

presenza richiesta;

frequenza;

sede;

eventuali trasferte;

reale flessibilità.

Un head hunter di Milano può cercare professionisti IT in tutta Italia?

Sì.

La sede dell’head hunter non determina il territorio della ricerca.

Per una posizione IT il mercato potrebbe essere locale, nazionale o, in alcuni casi, internazionale.

OKTOPOUS può avere sede a Milano mentre i candidati vengono individuati sulla base di competenze e modalità di lavoro richieste dalla posizione.

Quando utilizzare un head hunter per IT e Digital?

La ricerca diretta può essere particolarmente utile quando:

le competenze sono rare;

il profilo è senior;

serve una combinazione specifica di tecnologia e management;

gli specialisti ricevono molte opportunità;

la posizione deve essere mantenuta riservata;

gli annunci non producono candidature sufficientemente coerenti;

l’azienda deve costruire una funzione;

è necessario raggiungere professionisti già occupati.

In questi casi l’obiettivo non è semplicemente raccogliere più CV.

È mappare il mercato delle competenze.

Come lavora OKTOPOUS nelle ricerche IT e Digital

Per OKTOPOUS una ricerca IT dovrebbe partire dal problema aziendale e non dall’elenco delle tecnologie.

Prima di costruire il mercato è utile comprendere:

architettura tecnologica;

applicazioni;

infrastruttura;

processi;

team;

fornitori;

progetti in corso;

livello di autonomia;

obiettivo della posizione.

Da questi elementi è possibile definire quali competenze siano realmente indispensabili e quali possano essere trasferibili.

La ricerca diretta permette quindi di individuare manager e specialisti anche quando non stanno cercando attivamente una nuova opportunità.

OKTOPOUS ha sede a Milano, mentre la geografia della ricerca viene costruita sulla base del mercato rilevante per la posizione.

In sintesi: nell’IT bisogna cercare il problema già risolto

La domanda più interessante non è:

“Il candidato conosce questa tecnologia?”

Ma:

“Che cosa ha già realizzato utilizzando questa tecnologia?”

Implementato?

Trasformato?

Migrato?

Costruito?

Integrato?

Messo in sicurezza?

Scalato?

Governato?

È questa esperienza concreta che permette di distinguere una corrispondenza basata sulle keyword da un candidato realmente interessante.

Nel recruiting IT, quindi, la ricerca dovrebbe incrociare:

tecnologia + progetto + responsabilità + organizzazione + settore + modalità di lavoro.

FAQ

Come trovare profili IT difficili da reperire?
La ricerca diretta permette di mappare aziende nelle quali sono presenti determinate competenze e raggiungere professionisti anche quando non stanno cercando attivamente lavoro.

Quali profili IT può cercare un head hunter?
CIO, IT Director, IT Manager, CTO, Cybersecurity Manager, ERP Manager, IT Project Manager, Software Engineer, Data, Cloud e numerose altre professionalità tecnologiche.

Un IT Manager deve provenire dallo stesso settore?
Non sempre. Dipende da quanto siano specifici i sistemi, i processi e le esigenze regolatorie o operative dell’azienda.

Come trovare un IT Manager per una PMI?
È importante valutare l’ampiezza reale della responsabilità, la capacità di gestire fornitori e progetti e l’equilibrio tra competenza tecnica e capacità manageriale.

È indispensabile conoscere lo stesso ERP?
Dipende dal ruolo. In alcuni casi sì; in altri l’esperienza di implementazione, governance e comprensione dei processi può essere più importante della conoscenza di uno specifico prodotto.

Come cercare professionisti AI?
Prima di iniziare la ricerca bisogna definire l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. Profili per sviluppo di modelli, integrazione, data engineering e trasformazione dei processi possono essere molto diversi.

La ricerca IT deve essere limitata a Milano?
No. La geografia dipende dalla presenza richiesta, dalla possibilità di lavoro remoto e dal mercato delle competenze, non dalla sede dell’head hunter.

Quando conviene utilizzare un head hunter per l’IT?
Quando il profilo è raro, senior, strategico o difficile da raggiungere attraverso gli annunci e quando è necessario contattare direttamente professionisti già occupati.